I pescatori in piazza a Montecitorio. Bombe carta, scontri e cariche, e 5 feriti,
“Vergogna e assassini” le urla dei manifestanti
Gli striscioni dei pescatori:
-”La tua manovra la fa Schettino”, all’indirizzo di Mario Monti.
-Mentre all’ Europa era dedicato un “La Comunità Europea ci sta affondando”.
Si inizia con le bombe carta contro Montecitorio e le forze dell’ordine poi le cariche e gli scontri con 5 feriti. Era iniziata la protesta, sembrava tranquilla e ironica quella dei pescatori davanti a Montecitorio. Ma nel pomeriggio si è trasformata, scontri che hanno portato al ferimento di cinque manifestanti. Dopo una serie di bombe carta lanciate verso il palazzo della Camera e verso le forze dell’ordine i pescatori sono stati caricati. Gli urli: “Vergogna e assassini”, le urla all’indirizzo della polizia schierata a blindare la piazza e a contenere una protesta che era degenerata.
Dei 5 feriti, due sono stati portati d’urgenza all’ospedale San Giovanni. Uno di loro ha una gamba fratturata. La polizia, visionando i filmati delle telecamere della piazza, identifica cinque manifestanti che ora rischiano di essere denunciati. “Siamo venuti qui ad elemosinare, ha gridato uno dei pescatori e non a fare queste pagliacciate. Siamo lavoratori disperati e padri di famiglia. Ora voi picchiateci pure ma da qui noi non ci muoviamo”. Così dopo la rabbia dei tassisti e quella dei camionisti ora esplode quella dei pescatori.
Le ragioni della protesta dei pescatori riguarda l’aumento del gasolio e i vari adempimenti introdotti dal Regolamento comunitario sui controlli, a partire dalla licenza a punti entrata in vigore nel 2012, che comportano oneri per il settore in crisi da anni. E già nei giorni scorsi i pescatori avevano iniziato le agitazioni, dal Tirreno all’Adriatico, con le barche ferme in vari porti italiani. La protesta pacifica era iniziata davanti Montecitorio verso le 10. pacifica e con toni ironici. Arrivati di buonora a Roma i pescatori indossavano giubbotti salvagente e mostravano striscioni come “La tua manovra la fa Schettino”, all’indirizzo di Monti, mentre all’ Europa era dedicato un “La Comunità Europea ci sta affondando”.
Dietro striscioni e slogan storie di lavoratori preoccupati. “Ci stanno mettendo in mutande, così non si può andare avanti e questo è davvero un peccato dice Mancini Nino, di Mola di Bari, 47 anni di cui più di trenta-anni passati in mare ogni giorno usciamo alle tre della mattina e rientriamo nel pomeriggio con la speranza di avere un buon ricavato perché se non abbiamo un buon guadagno
- giornaliero, non riusciamo neanche ad entrare nei costi di spesa. Il carburante lo paghiamo 80 centesimi ma se entra l’Iva arriveremo a pagarlo un euro”. Sono padri di famiglia “lottiamo per far studiare i nostri figli, se ci fanno pagare di più e ci impongono regole restrittive è la fine”, dice piu di uno. Ritirandosi da Piazza Montecitorio verso Piazza Venezia la protesta in serata è stata scandita ancora da bombe carta. E Federcoopesca ha preso le distanze dai toni agitati della manifestazione: “Comprendiamo le rivendicazioni dice il presidente Massimo Coccia – ma siamo dispiaciuti. Come associazione abbiamo scelta la strada del dialogo costruttivo con le istituzioni e trovare soluzioni compatibili”.
















